Matrimonio civile per tutti: accettato con il 64,1% dei voti!

Il 26 settembre 2021, gli elettori svizzeri hanno chiaramente approvato il “matrimonio per tutti” con il 64,1% dei voti. Il “matrimonio per tutti” entrerà probabilmente in vigore il 1° luglio 2022.

Comunicato stampa Famiglie Arcobaleno 

Matrimonio civile per tutti

Dopo sette lunghi anni, venerdì 18 dicembre 2020, il Parlamento svizzero ha approvato il matrimonio per tutti nella votazione finale. Il referendum contro la modifica del 18 dicembre 2020 del Codice civile svizzero (matrimonio per tutti) ha avuto successo. Il 12 aprile 2021, tre comitati referendari hanno presentato un totale di 69.392 firme contro la modifica del 18 dicembre 2020 del Codice civile svizzero (matrimonio per tutti). La verifica da parte della Cancelleria federale delle 62’241 firme presentate con un certificato di voto ha dimostrato che 61’027 di esse sono valide.

Il Consiglio federale ha fissato il 26 settembre 2021 come data della votazione.

Ecco le eccitanti notizie per le coppie dello stesso sesso:

• apertura del matrimonio;

• apertura della piena adozione congiunta;

• abolizione del divieto di donazione di sperma in Svizzera;

• riconoscimento del legame di filiazione con il secondo genitore alla nascita per un figlio concepito in Svizzera secondo la legge federale sulla procreazione medicalmente assistita.

Comunicato stampa del 18 dicembre 2020 ( Testo in francese ).

Lettura raccomandazioni:

«Matrimonio per tutti» e una migliore tutela per i figli delle famiglie arcobaleno

La Svizzera ha concesso il diritto di voto e di eleggibilità alle donne con quarant’anni di ritardo. Per quel che riguarda l’accesso ai diritti genitoriali delle coppie dello stesso sesso, intende oggi ripercorrere la stessa strada?

La Svizzera ha concesso il diritto di voto e di eleggibilità alle donne nel 1971, cioè tra gli ultimi tre Paesi dell’Europa occidentale (seguita dal Portogallo nel 1974 e dalla Spagna nel 1975). Il nostro Paese, dunque, è rimasto indietro per quasi quarant’anni rispetto agli altri, dove le cittadine hanno potuto godere di questo diritto tra la metà e la fine del ventennio 1910-1930.

Nel 2007 la Svizzera ha introdotto l’unione domestica registrata per le coppie dello stesso sesso. All’epoca, erano cinque i Paesi dell’Europa occidentale che avevano già concesso alle coppie dello stesso sesso non solo l’unione civile, ma anche il matrimonio e tutti i diritti genitoriali connessi: adozione intrafamiliare (adozione del figliastro) ed extrafamiliare (adozione congiunta di figli non biologici), accesso alla procreazione medicalmente assistita e riconoscimento di entrambi i genitori dello stesso sesso dalla nascita del bambino. I cinque Paesi sono: Paesi Bassi, Spagna, Norvegia, Svezia e Islanda.

Nel 2018, mentre il Parlamento svizzero ha iniziato a discutere dell’estensione del matrimonio alle coppie dello stesso sesso, la Svizzera figura tra i quattro Paesi che riconoscono meno diritti agli omosessuali per quel che riguarda la relazione di coppia e la famiglia: il contratto di unione civile e il diritto all’adozione del figliastro. In tal modo, si situa appena davanti a Grecia, Italia e Liechtenstein, cioè Paesi che riconoscono alle coppie dello stesso sesso solo il diritto all’unione civile, ma nessun diritto genitoriale connesso.

Con il modello promosso dalla Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale, ossia un’apertura minima al matrimonio con diritti genitoriali, che – se concessa – lo sarà in modo differito e progressivo, la Svizzera si allineerebbe soltanto a Germania, Francia e Irlanda. Questi Paesi, oltre al matrimonio, hanno concesso alle coppie omosessuali il diritto all’adozione congiunta di figli non biologici, ma continuano a rifiutare loro l’accesso alla procreazione medicalmente assistita e il riconoscimento di un rapporto di filiazione con entrambi i genitori dalla nascita.

Tanto le autorità quanto le_i rappresentanti politiche_i svizzere_i farebbero bene a sottrarsi all’ombra ingannevole dei loro due grandi vicini. Capirebbero, così, che oggi, a distanza di quasi vent’anni dall’inizio del nuovo secolo, la maggioranza dei Paesi dell’Europa occidentale concede alle coppie dello stesso sesso non solo il matrimonio, ma anche tutti i diritti genitoriali connessi:

      • adozione intrafamiliare ed extrafamiliare,
      • accesso alla procreazione medicalmente assistita
      • riconoscimento del rapporto di filiazione con entrambi i genitori dello stesso sesso dalla nascita.

Dei 20 Paesi dell’Europa occidentale, già 13 concedono tutti i diritti summenzionati (Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Islanda, Paesi Bassi, Norvegia, Austria, Portogallo, Svezia, Spagna); Malta e Lussemburgo hanno reso accessibile la procreazione medicalmente assistita alle coppie dello stesso sesso, ma non hanno ancora introdotto il riconoscimento del rapporto di filiazione con entrambi i genitori dalla nascita.

La Svizzera intende replicare la storia del diritto di voto alle donne, tornando a fare scalpore per avere concesso tra gli ultimi Paesi dell’Europa occidentale i diritti genitoriali alle coppie dello stesso sesso? O vuole piuttosto osare di essere al passo con i tempi? Sarà proprio questo il punto di snodo fondamentale del futuro dibattito all’interno del Parlamento e della società.

Scarica la tabella: Matrimonio e diritti genitoriali connessi

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